Ringiovanimento

Attenzione! E’ facile farsi incantare da questa parola. Oggi la medicina estetica offre ottime soluzioni al ringiovanimento della pelle. I suoi trattamenti però non vanno considerati come una bacchetta magica ma come la cura di una malattia cronica (l’invecchiamento), in cui i pazienti devono adottare stili di vita adatti alla buona riuscita degli interventi medici.

Andiamo per ordine. L’invecchiamento della pelle è un fenomeno biologico complesso che consiste di due componenti: l’invecchiamento intrinseco che è largamente determinato dalla genetica e l’invecchiamento estrinseco causato dall’esposizione ambientale, primariamente alla luce solare. Il processo di invecchiamento cutaneo intrinseco è molto simile a quello della maggior parte degli organi interni e comprende il lento deterioramento delle funzioni tessutali e dell’integrità dell’organo. Esso è dunque il naturale processo di invecchiamento (detto anche Crono-invecchiamento); è legato all’età e inizia, normalmente, già intorno ai 25 anni. È caratterizzato da modificazioni significative delle funzioni e dell’aspetto anatomico della pelle, sia nelle aree di cute esposte ai fattori ambientali sia in quelle protette.

L’invecchiamento estrinseco non è legato all’età che avanza, ma a un numero di fattori esterni che spesso agiscono assieme al normale processo di invecchiamento per far appassire prematuramente la pelle. La gran parte dell’invecchiamento precoce della pelle è causato dall’esposizione ai raggi solari e/o alle lampade abbronzanti (è detto anche Foto-invecchiamento). Le zone più colpite sono viso, collo, décolletè e dorso delle mani. La cute fotoinvecchiata si rende evidente nella maturità o anzianità, ma i danni della luce solare sono già presenti nell’età giovanile dato che il 70-80% della quantità di raggi solari che assumiamo nel corso della vita vengono assunti già entro i 21 anni. Tra gli altri fattori esterni che fanno invecchiare prematuramente la pelle, molto importante è il fumo di sigaretta. Questo provoca precocemente e accentua le rughe del labbro superiore generando il cosiddetto aspetto di “codice a barre” tanto temuto dalle donne quanto difficile da contrastare.

Il fotoinvecchiamento si manifesta con secchezza e desquamazione, indurimento, opacamento, raggrizzimento della cute e poi, lassità della pelle e la dilatazione dei vasi sanguigni superficiali, la comparsa di rughe e di piccole macchie di colore scuro, lievemente rilevate che rendono la pelle ruvida e opaca: le lentiggini solari; ben evidenti nelle zone di pregresse scottature solari o da raggi UV ma presenti su tutto il corpo. Se l’esposizione al sole o alle lampade continua, si innescano danni più visibili come le cheratosi solari o attiniche, che appaiono inizialmente come piccole aree di arrossamento permanente e desquamazione. Se non curate, continuano a evolvere fino a diventare tumori cutanei. Nota bene: nelle aree esposte alla luce (foto-esposte), i due processi d’invecchiamento, intrinseco ed estrinseco, si sovrappongono, con effetto sommatorio nelle manifestazioni cliniche.

Oggi, coloro che vogliono ridurre o eliminare i segni che il tempo lascia sulla pelle non sono più obbligati a ricorrere esclusivamente al chirurgo. Da alcuni anni infatti, diverse tecniche a limitata invasività della medicina estetica si sono notevolmente evolute, coinvolgendo diversi meccanismi di azione e tecnologie, dalla biostimolazione all’uso dei filler, all’ablazione chimica, fino alle tecnologie dell’energia e della luce: Laser, Luce pulsata intensa, terapia Fotodinamica. E sono proprio quest’ultime le più affidabili tecniche minimamente invasive (non si taglia, non si punge e non si brucia alcunchè), molto meno rischiose per la salute e che consentono inoltre un rapido ritorno alla vita sociale al termine di ogni seduta di trattamento. Tali tecniche sono tutte utilizzabili presso lo studio del dr. V. de Salvo, oltre ai comuni peeling superficiali con acidi salicilico, glicolico ed altri, che ancor oggi possono tornare utili.

Orbene, tornando al concetto espresso all’inizio del discorso, nella medicina estetica del ringiovanimento cutaneo l’approccio “tutto, subito e per sempre” non può esistere. Conviene mettere da parte il desiderio di voler portare indietro l’orologio biologico “a tutti i costi”, col rischio di diventar vittime di tecniche rispondenti solo a spinte commerciali ben presenti nel settore, e scegliere il consueto rapporto fiduciario tra medico e paziente con lo scopo di “curare” l’invecchiamento cutaneo, con tecniche prevalentemente a bassa invasività, sicure ed efficaci in tempi ragionevolmente brevi, aggiungendo ad esse la collaborazione del paziente, che in molti casi dovrà modificare stili di vita e di alimentazione per completare l’intervento medico. Provare, per crederci.


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